
SCHEDA PAESE
Quadro macroeconomico
Appare elevato il rischio di una recessione causata dalla crisi finanziaria che potrebbe ripercuotersi negativamente su tutta l’economia Americana.
La recessione potrebbe infatti essere determinata dal rallentamento della crescita del credito causato dall’instabilità dei mercati finanziari e dalla crisi dei mutui sugli immobili, che hanno fatto aumentare il costo del capitale e ridotto la concessione del credito ad un ampio numero di soggetti, sia famiglie che aziende, portando così ad una ridotta liquidità nell’economia.
La crescita del PIL statunitense per il primo semestre del 2008 è stimata pari all’1,5%. Un livello nettamente inferiore rispetto al potenziale di crescita stimato in precedenza, il 2,75%. (dati forniti dall’agenzia di rating internazionale Moody’s). Entro la prossima estate è previsto, invece, un aumento del 5,25% sul tasso di disoccupazione. Il CPI (Consumer Price Index) si attesta ora al 4% e diminuirà progressivamente fino a raggiungere il 2% entro la fine del 2008.
Gli effetti di tale crisi impatteranno non solo sul settore edilizio e immobiliare, ma anche su altre industrie e/o settori dell’economia USA: si fa, in particolare, riferimento al settore bancario e a quello finanziario. La crescita dei profitti per le aziende sarà pari in media al 4%, nettamente inferiore rispetto al tasso di crescita, registrato nel 2007, pari al 10%. Positivo, invece, l’andamento della bilancia commerciale previsto per il 2008. Si assisterà, infatti, ad una significativa riduzione del deficit causata, più che da una diminuzione delle importazioni, da un ingente aumento dell’export trainato in modo massiccio dall’industria aereospaziale, tecnologica e agroalimentare.
Alla base di una simile e ottimistica previsione, risiede l’andamento positivo delle economie d’oltreoceano, che interessa oltre ai Paesi sviluppati anche e soprattutto quelli in via di sviluppo (Cina, India, Colombia, Cile, Argentina).
Caratteristiche Generali
Superficie 9.372.614 kmq (comprese Alaska e Isole Hawaii) Popolazione 298.444.215 ab Capitale Washington (550.521 ab.) Città principali New York (8.143.197 ab.); Los Angeles (3.844.829 ab.); Chicago (2.842.518 ab.); Houston (2.016.582 ab.); Philadelphia (1.463.281 ab.); Phoenix (1.461.575 ab.); San Antonio (1.256.509 ab.); San Diego (1.255.540 ab.); Dallas (1.213.825 ab.) Moneta Dollaro USA (USD) Tasso di cambio 1 euro=1,5692 USD Lingua ufficiale inglese, Religioni principali Cristiani 78% (di cui protestanti 52%, cattolici 24%, mormoni 2%), Ebrei 1%, Musulmani 1%, altre 10%, atei 10%
Ordinamento dello Stato Repubblica Federale di tipo Presidenziale. Il potere esecutivo viene esercitato dal Presidente, eletto ogni 4 anni da un’assemblea di grandi elettori (a sua volta eletta dai cittadini di ciascuno Stato) e da un Gabinetto presidenziale di cui fanno parte i Capi dei Ministeri designati dallo stesso Presidente. Il potere legislativo è affidato al Congresso, di cui fanno parte il Senato (100 membri eletti per 6 anni a suffragio universale e parzialmente rinnovabili ogni 2 anni) e la Camera dei Rappresentanti (435 membri eletti ogni 2 anni a suffragio universale). Il potere giudiziario è esercitato dalla Corte Suprema Suddivisione amministrativa la Federazione degli Stati Uniti comprende 50 Stati, ciascuno dotato di un Governatore e di assemblee legislative, più il Distretto Federale di Columbia e diverse territori dipendenti tra cui Puerto Rico e le Isole Vergini.
Principali settori produttivi
L’economia statunitense è estremamente diversificata ed autosufficiente per l’approvvigionamento della maggior parte delle materie prime, ad eccezione del petrolio. Le industrie di punta includono quelle dei veicoli a motore, aerospaziali, delle telecomunicazioni, chimiche, elettroniche e dell’information technology. Negli anni ‘90 alcune delle industrie tradizionali del settore manifatturiero hanno mostrato un’ottima capacità di adattamento e di crescita, attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie ed una crescente produttività del lavoro.
Mentre altri settori hanno lottato per sopravvivere, affidandosi sempre più a componenti importati o prodotti finiti, oppure spostando la produzione in paesi a basso costo di manodopera. Altra caratteristica è quella di essere prevalentemente un’economia di servizi, il cui contributo al PIL nel 2006 è stato pari al 72,1%. I servizi di distribuzione commerciale, immobiliari, dei trasporti, finanziari, sanitari e per le attività d’affari detengono la parte più importante del m ercato. L’impatto delle nuove tecnologie sui servizi è stato molto forte, soprattutto internet.
Commercio estero
Totale export: mld/e 771,26 Totale import: mld/e 1.285,35
Principali prodotti importati: la parte più rilevante delle importazioni USA è ancora una volta ascrivibile alle materie prime ed ai prodotti petroliferi. Questi ultimi, tuttavia, hanno subito nel primo semestre del 2007 un leggero calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-0,5%). Tale voce continua a rappresentare, da sola, il 32% del totale dei beni importati dagli Stati Uniti. Le altre importanti voci dell’import USA sono rappresentate dai beni d’investimento (tra cui i macchinari per l’industria) e dai beni di consumo (tra cui l’abbigliamento) che, nel primo semestre del 2007, hanno pesato rispettivamente per il 23% e 24% sul totale, con una crescita - rispetto al primo semestre del 2006 - del 6,6% e del 9,6%. L’import USA di prodotti alimentari e di bevande ha raggiunto un valore pari a mld/e 25,5, con un incremento del 9% rispetto al primo semestre 2006.
Principali prodotti esportati: nel primo semestre del 2007 si sono incrementate soprattutto le esportazioni di materie prime e dei prodotti petroliferi (+12,5% rispetto al primo semestre 2006), seguiti dai prodotti agroalimentari e delle bevande (+20%). Anche i beni d’investimento hanno subito una consistente crescita passando dai circa mld/e 129,4 del primo semestre 2006 agli oltre mld/e 137 del 2007.
Le esportazioni di beni di consumo sono cresciute del 13%, mentre quelle relative al settore automobilistico sono aumentate del 9,7%.
Principali partner commerciali Paesi Clienti: per il primo semestre 2007, Canada, Messico, Giappone. Rispetto al primo semestre del 2006, le esportazioni verso la Cina - collocatasi al quarto posto - sono aumentate del 18,8%, da mld/e 16,4 a circa mld/e 19. Si rilevano forti tassi di incremento dell’export verso Brasile (+30,8%), Germania (+22,7%) Regno Unito (+14%). Paesi Fornitori: Canada (16,6%), Cina (15,8%), Messico (10,7%); Giappone (7,6%), Gemania (4,8%), Regno Unito (2,9%), Sud Corea (2,6%), Francia (2,13%), Taiwan (1,9%), Venezuela (1,8%), Italia (1,7%).
Interscambio con l’Italia Saldo commerciale: -13,3 mld/e Principali voci dell’export italiano: meccanica, moda, agroalimentari & vini, chimica e derivati del petrolio, casa/arredo. Principali voci dell’import italiano: aeromobili e veicoli spaziali; prodotti farmaceutici, chimici e botanici per uso medicinale; macchine e apparecchi per la produzione e l’impiego di energia meccanica; prodotti chimici di base; apparecchi medicali, chirurgici e ortopedici; strumenti e apparecchi di misurazione; prodotti dell’agricoltura, dell’orticultura e della floricoltura.
Investimenti esteri (principali Paesi) Paesi di provenienza: Regno Unito 16,9%; Giappone 11,7%; Germania 11,3%; Canada 8,9%; Francia 8,9%; Italia 0,6%. Paesi di destinazione: Regno Unito 15,2%, Canada 10,3%, Paesi Bassi 9,06%, Australia 5,1%, Germania 4,15%, Giappone 3,8%, Francia 2,7%, Spagna 2%, Hong Kong 1,5%, Italia 1,2%, Cina 0,9%.
Investimenti esteri (principali settori) Si concentrano prevalentemente nel settore dell’industria manifatturiera (21%). Fra le industrie manifatturiere, particolare rilievo assumono l’industria chimica (5%), il settore dei prodotti elettronici e dei computer (3%), i mezzi di trasporto (2%). Nel 2006 c’è stata una significativa crescita nei settori della meccanica (+18%) e dell’elettronica e computer (+23%).
Fonte: Assocamerestero
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