
SCHEDA PAESE
Quadro macroeconomico
Nel 2007 la crescita dell’economia in Cina è rimasta sostenuta così come la sua capacità produttiva, che continua a crescere parallelamente alla domanda e all’incremento dei consumi. L’aumento dei profitti delle imprese, insieme all’attuazione di una politica mirata a combattere l’evasione fiscale, hanno portato ad un incremento delle entrate fiscali del 33,5% a fine anno e, nel contempo, anche la spesa pubblica è aumentata del 25,2%. Il prodotto interno lordo ha raggiunto il valore di 222,5 mld/€, evidenziando una crescita pari all’11,4% rispetto ai 188,93 mld/€ fatti registrare negli ultimi sei mesi del 2006.
Il totale delle vendite di beni al consumo registra un valore di circa 805 mld/€ e una crescita del 16,8% rispetto al 2006.
Volgendo lo sguardo alla distribuzione territoriale dei consumi, il valore delle vendite nelle città raggiunge i 545 mld/€ con una crescita del 17,2% mentre, nelle zone rurali, raggiunge i 89,7 mld/€ (circa l’11% del totale) ovvero una crescita del 17,3% dallo scorso anno, che è comunque sopra la media nazionale. I prezzi al consumo di beni e servizi continuano la loro vertiginosa ascesa, assestandosi a quota 6,5% per l’indice generale (nelle zone urbane e rurali risulta rispettivamente del 6,2% e del 7,2%).
Analizzando invece la scomposizione per categorie merceologiche risalta subito un aumento del 18,2% dell’indice dei prezzi per i prodotti alimentari, nettamente superiore rispetto all’1,7% del tabacco, l’1,9% degli elettrodomestici e il 5,9% degli alloggi. Al contrario, i capi di abbigliamento hanno rilevato un indice dei prezzi al consumo negativo: -1,9%, cosi come i trasporti (- 1,1%) e le attività ricreative e culturali (-0,3%).
I prezzi delle materie prime invece hanno avuto aumenti più contenuti. Prosegue ancora il trend positivo di crescita dei redditi delle famiglie cinesi. A livello urbano il reddito pro capite medio si è assestato a €1.245. Il reddito pro capite per le famiglie rurali è stato, nel 2007, in media, € 450 annui.
Caratteristiche Generali
Superficie 9.600.000 kmq Popolazione 1.305.650.230 (di cui circa il 41% circa risiede in zone urbane) Gruppi etnici circa 56 gruppi etnici; oltre il 92% della popolazione appartiene ad etnia Han Comunità italiana italiani registrati all’AIRE: 457 (Pechino), 460 (Shanghai), 173 (Canton)
Capitale Pechino con più di 15 milioni di abitanti (di cui 9 milioni residenti nel centro della città) Città principali Guangdong-Canton (79.540.000 ab.), Hebei-Shijiazhuang (67.690.000), Heilongjian-Harbin (38.150.000), Chongqing (31.300.000), Shanghai (17.110.000), Tianjin (10.110.000), Sichuan-Chengdu (8.700.000) Moneta Yuan Tasso di cambio 1euro=11,0833 RMB Lingua ufficiale putonghua (lingua comune), generalmente noto come il Cinese Mandarino, ma sono parlati anche dialetti locali Religioni principali Confuciana, Buddista, Taoista, Mussulmana. Sono presenti anche piccole comunità di religione Cristiana, Ebraica e Protestante
Ordinamento dello Stato Repubblica Popolare Cinese (RPC) Il potere legislativo è affidato all’Assemblea Nazionale del Popolo, che a sua volta nomina al suo interno il Comitato Permanente. Quest’ultimo ha la funzione di esercitare i poteri tipici dell’Assemblea quando essa non è riunita in sessione. Questi due organi nominano il Presidente della Repubblica, il Primo Ministro e il Governo Suddivisione amministrativa la Repubblica Popolare Cinese è suddivisa in unità amministrative secondo un sistema a tre livelli; sono presenti 23 province, 5 regioni autonome, 4 municipalità e 2 regioni amministrative speciali.
Principali settori produttivi
L’industria secondaria è quella che nel 2007 ha maggiormente inciso sul Pil (49% del Pil), con una crescita del 13,4%; segue il terziario (39% del Pil), +l 11,4%, e infine il settore primario (12%) con un aumento del 3,7%, in leggero calo rispetto al 5% registrato alla fine del 2006, mentre l’industria pesante e quella leggera sono aumentate rispettivamente del 19,6% e del 16,3%.
Come conseguenza di questa crescita produttiva, anche il fabbisogno di energia elettrica è cresciuto, raggiungendo quota 32.087 milioni di kwh, cioè il 14,9% in più rispetto alla fine del 2006.
Degno di nota è l’aumento nella produzione di energia idroelettrica che ha compiuto un balzo sostanziale negli ultimi mesi del 2007, attestandosi a quota 15,4% a dicembre. Gli output industriali nazionali più importanti riguardano: la produzione di cemento, che, sostenuta dal processo di urbanizzazione e sviluppo delle infrastrutture che ha la Cina sta implementando, ha raggiunto i 1.345 miliardi di tonnellate; la produzione di acciaio, giunta a 564 milioni di tonnellate (+22,7%).
Nel settore dei beni di consumo è importante evidenziare le produzioni di computer (+32%) e telefoni cellulari (+18,8%). La produzione d’automobili segna una crescita del 25% che corrisponde a una produzione annua di 4.945 milioni di vetture.
Commercio estero
Il saldo di bilancia commerciale maturato a dicembre 2007, ammonta a 167,1 miliardi di euro, in netto aumento rispetto al valore di 113,4 miliardi registrato durante il precedente anno. Sono anni ormai che la bilancia commericiale cinese si trova in avanzo e la sua crescita fra il 2006 e il 2007 è stata pari al 47%.
Totale export: mld/e 776,2 (+ 25,7% rispetto al 2006). Totale import: mld/e 609,1 (+ 20,7%).
Principali prodotti importati: attrezzature meccaniche ed elettriche (39,86%); prodotti minerali (17%); metalli e articoli derivati (8,13%); strumenti ottici, cinematografici, di misura e controllo, medicali, strumenti musicali (7,44%); prodotti dell’industria chimica e affini (7,17%).
Principali prodotti esportati: attrezzature meccaniche ed elettriche (43,43%); prodotti tessili (13,61%); metalli e articoli derivati (9,48%); articoli manufatti miscellanei (5,67%); veicoli, aerei, navi (4,52%), prodotti dell’industria chimica e affini (4,2%).
Principali partner commerciali Paesi Clienti: Unione Europea (+ 34,73%); USA (+14,37%); Hong Kong (+18,69%); Giappone (+11,38%). Paesi Fornitori: Giappone (+15,76%); Unione Europea (+22,85%); Corea del Sud (+15,57%), Taiwan (+16%), USA (+17,18%).
Interscambio con l’Italia L’import di prodotti cinesi da parte dell’Italia si è attestato a 21,7 mld/€ con una crescita del 21,17% rispetto al 2006. L’export è passato dai 5,6 ai 6,3 mld/€ nell’ultimo anno, registrando una crescita pari al 10%. L’Italia, pur posizionandosi in una fascia intermedia per flussi commerciali globali con la Cina, può tuttavia vantare di essere il primo partner europeo.
Saldo commerciale: la bilancia commerciale Cina-Italia continua ad essere negativa (per l’Italia) con un disavanzo commerciale italiano che nel 2007 ha toccato quota 15,4 mld/€, in aumento del 26% rispetto al precedente anno.
Principali voci dell’export italiano: durante il 2007 le importazioni cinesi dall’Italia vedono al primo posto reattori nucleari, caldaie, macchine e congegni meccanici (+6,29%); macchine, materiali e apparecchiature elettriche (-1,32%); pelli e cuoio (+19,75%); ghisa, ferro e acciaio (-3,61%). Consistenti tassi di crescita si rilevano per le esportazioni di: veicoli e materiale per strade ferrate o simili e loro parti; apparecchi meccanici (compresi quelli elettromeccanici) di segnalazione per vie di comunicazione (+303,4%); prodotti chimici e organici (+57,1%).
Principali voci dell’import italiano: macchine apparecchi e materiale elettrico (+21,76%), reattori nucleari, caldaie, macchine e congegni meccanici (+31,93%), ghisa e ferro (+60%), indumenti ed accessori di abbigliamento diversi da quelli a maglia (+16,67%); lavori di ghisa, ferro o acciaio (+65%) e mobili; attrezzature medico-chirurgiche; apparecchi per l’illuminazione; insegne pubblicitarie, insegne luminose; costruzioni prefabbricate (26,29%).
Investimenti esteri (principali Paesi) Nel 2007 i capitali investiti in Cina ammontano a circa 47,6 mld/€ (+13,6%) per un totale di 37.871 progetti e contratti firmati (di cui 7.649 sono Joint Ventures). La parte dominante del capitale investito è costituita da Foreign Invested Enterprises che ammontano a 29.543 unità per un controvalore di 36,5 mld/€. Paesi di provenienza: Hong Kong (+30,02%), Isole Vergini (+41,49%), Corea del Sud (-7,89%), Giappone (-24,58%), Singapore (+29,27) USA (-12,77%). L’Italia può contare su un totale di 348 progetti e si colloca al quinto posto in Europa in termini di valore degli investimenti.
Paesi di destinazione: il numero di progetti in uscita è aumentato (+2%), assestandosi a quota 10,279 mld/€. Gli investimenti cinesi sono principalmente rivolti verso i paesi del sudest asiatico in via di sviluppo ma anche in Africa e in Sud America. La forma maggiormente adottata per l’investimento estero è la fusione o acquisizione. Dal punto di vista legislativo, la Cina sta cercando di promuovere gli investimenti in uscita attraverso una graduale liberalizzazione delle regole che riguardano l’uscita di capitali e proponendo forme di finanziamento agevolato a imprese che vogliono investire all’estero.
Investimenti esteri (principali settori) Verso il paese: nel primo semestre 2007, assumono importanza maggiore gli investimenti realizzati nel settore manifatturiero, (26 mld/€) anche se in leggera diminuzione rispetto alla fine del 2006, nel tessile e immobiliare - 11,7 e 10,8 mln/€ (+107%). Altre crescite rilevanti nel settore della cultura e dello sport (86,9%) e in quello agricolo (54,2%). Italiani verso il paese: circa 200 mln/€ (+8,69%) di cui il 32% nel settore della rappresentanza, il 12% nel settore meccanico, il 9% nei servizi e in attività di import /export, il 4% nel settore elettronico e tessile, il 3% nel settore automobilistico, chimico, farmaceutico, delle istituzioni & associazioni e logistico, il 2% nelle costruzioni, arredamento, cibo e bevande, oggetti metallici e l’1% nel settore della plastica.
All’estero del paese: gran parte riguardano il settore minerario per l’estrazione di materie prime per la produzione di energia (11,4 mld/€ alla fine del 2006). Importante ruolo è giocato dai servizi commerciali in generale e di leasing che coprono una quantità 12,1 mld/€. Di seguito i servizi finanziari che ammontano a 9,9 mld/€ e le attività di rivendita e retailing. In tempi recenti, la Cina ha cercato di muovere il proprio sforzo di investimento all’estero verso settori ad alto contenuto di tecnologia, come le acquisizioni di compagnie quali Haier, Lenovo, TCL e CNOOC (China National Offshore Oil Corporation). In Italia del paese: gli investimenti cinesi in Italia sono ammontati a circa 47,2 mln/€ alla fine del 2006, in sostanziale crescita rispetto all’anno precedente ma rappresentano un’esigua percentuale rispetto agli investimenti verso altri paesi europei.
Fonte: Assocamerestero
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