
SCHEDA PAESE
Quadro macroeconomico
Il 2007 ha confermato il trend di crescita economica israeliana. I dati di consuntivo per il 2007, riflettono una rapida espansione del sistema economico israeliano, con un PIL che è cresciuto del 5,3 , con una crescita economica superiore alla media dei paesi OCSE. In particolare, la seconda metà del 2007 ha segnato una crescita PIL del 5,6%, trainata soprattutto dall’espansione del commercio e delle attività finanziarie. La forte crescita della domanda interna ha inoltre aumentato significativamente le importazioni riducendo i surplus nei conti correnti. La crescita della domanda globale e della domanda locale ha comportato un aumento nei prezzi dell’energia e dei beni, intensificando le tendenze inflazionistiche nel periodo considerato, con un indice dei prezzi al consumo annualizzato nettamente superiore al target prefissato dal Governo. Per quanto riguarda gli investimenti esteri diretti e di portafoglio, il 2007 si è concluso con un flusso di gran rilievo grazie ad investimenti compiuti tramite la borsa valori di Tel Aviv, e numerose acquisizioni di Start-Up israeliane da parte di società Hi-Tech, prevalentemente americane. A trainare la crescita economica sono stati soprattutto il settore terziario e quello industriale, con un accentuato aumento degli investimenti fissi, soprattutto nel settore dei macchinari industriali.
Caratteristiche Generali
Superficie 22.072 kmq Popolazione 7.116.700 ab Gruppi etnici Ebrei (78,8%), Musulmani (15,1%), Cristiani (2,1%), Drusi (1,7%) Comunità italiana oltre 9.000 persone Capitale Gerusalemme (729.000 ab.) Città principali Tel Aviv-Jaffa (382.000 ab.), Haifa (267.000 ab.), Rishon Le Zion (221.500 ab.) Moneta Shekel (ILS) Tasso di cambio 1 euro=5,299 ILS Lingua la lingua ufficiale è l’ebraico. Religioni principali Ebrei (78,8%), Musulmani (15,1%), Cristiani (2,1%), Drusi (1,7%).
Ordinamento dello Stato Democrazia Parlamentare. Il potere legislativo è affidato all’Assemblea Nazionale (la Knesset), formata da 120 membri eletti ogni quattro anni a suffragio universale diretto. Il potere esecutivo è esercitato dal Governo, presieduto dal Primo Ministro. Il Presidente è eletto dalla Knesset ed ha un mandato di cinque anni Suddivisione amministrativa Paese è suddiviso in sei distretti (mehozot): Centrale, Haifa, Gerusalemme, Settentrionale, Meridionale e Tel-Aviv.
Principali settori produttivi
L’High-Tech si è confermato il settore trainante dell’economia israeliana e, dopo un leggero rallentamento, ha ripreso la sua crescita. Negli anni passati, particolare successo è stato registrato da progetti nel campo dell’aviazione, comunicazione, fibre ottiche e medicina. Altri settori produttivi di particolare interesse sono quello agroalimentare e delle bevande, la lavorazione di diamanti, metalli, legno e plastica.
Commercio estero
Totale export2: mld/e 22,72 Totale import3: mld/e 29,67
Principali prodotti importati: la composizione delle importazioni di merci nel 2007 é la seguente: materie prime (escludendo diamanti e carburante) in aumento del 15,5% rispetto al 2006; beni di consumo in aumento del 27,3% attribuibile principalmente all'aumento nelle importazioni dei beni durevoli con acquisti di auto e mezzi di trasporto aumentati del 50,2%; beni di investimento in aumento di circa il 22%, attribuibile all'andamento delle importazioni di macchinari vari; diamanti con un incremento dell'11,4% con riferimento al 2006; carburanti con un incremento del 19,8% dovuto ai maggiori prezzi del greggio sui mercati.
Principali prodotti esportati: esportazioni israeliane nel 2007 sono costituite per il 74,1% da prodotti dell'industria manifatturiera (incremento del 16,9%) il cui 46% è rappresentato dai prodotti ad alto contenuto tecnologico (incremento dell'11,5%); per il 22,8% da diamanti (incremento del 13%); per il 3% circa da prodotti agricoli (incremento del 30,7%).
Principali partner commerciali Paesi Clienti: in variazione rispetto al 2006, le esportazioni israeliane sono state destinate per il 26,5% all'UE (+4,2%), per il 28% agli Stati Uniti (+4,2%), per il 3,4% alla Cina (+4,3%).
Paesi Fornitori: in riferimento al 2006, le importazioni israeliane hanno tratto origine per il 35,5% dall'UE (+14,9%), per il 14,9% dagli Stati Uniti (+33,3%) e per il 9,2% dalla Cina (+37,2%).
Interscambio con l’Italia Per quanto riguarda le relazioni economiche tra Israele e Italia, il mercato israeliano sta divenendo sempre più appetibile per l’economia Italiana, come testimoniato dal percettibile vigore che caratterizza le iniziative di cooperazione economica e scientifica bilaterale. L’economia italiana e israeliana sono complementari in svariati settori, in particolar modo nei campi riguardanti le alte tecnologie. Ciò non esclude cooperazione anche in altri campi della Ricerca e Sviluppo relativa alla produzione di macchinari e ai sistemi volti alla protezione dell’ambiente. Il nostro paese occupa dunque, il quarto posto tra i fornitori d’Israele nei primi sette mesi dell’anno, preceduto da USA e Cina (+43,3%), e secondo in Europa solo alla Germania. I settori più importanti dell'export rimangono le macchine e gli apparecchi meccanici, i prodotti chimici ed i metalli di base. Da segnalare in particolar modo la crescita nell’import di macchine industriali e relative attrezzature, con un +17,1%, di prodotti chimici, cresciuti del 19,5% e di prodotti minerali, che, nonostante rappresentino una quota relativamente bassa, si sono quasi triplicati nel periodo considerato. Si segnala, inoltre, l‘aumento dell’import nel settore automobilistico “Made in Italy” registrato nella prima metà del 2007. L’export israeliano verso il nostro paese si concentra, invece, sui prodotti chimici, (mln/e 174), sui prodotti in plastica e gomma (mln/e 88) e su macchinari ed attrezzature elettriche (mln/e 79).
L’Italia rappresenta per il sistema economico israeliano il sesto mercato di sbocco. Sul piano degli investimenti israeliani in Italia, l`opportunità di unire le tecnologie di eccellenza israeliane alla capacità industriale italiana, collocando la produzione sul mercato unico europeo, ha incentivato numerose aziende israeliane ad investire in Italia. Gli investimenti israeliani in Italia hanno riguardato in anni recenti molteplici settori tra i quali l'industria farmaceutica, le telecomunicazioni ed il settore agroalimentare. Il quadro delineat nel rapporto di fine anno da parte di Unioncamere circa la vivacità economica italiana, induce un atteggiamento di maggiore attenzione ai diversi territori del paese ed alla loro differente vocazione imprenditoriale. Non c’è dubbio che l’assetto mondiale dell’economia incida con maggiore detrimento sulle zone meno industrializzate dell’Italia e che, proprio in ragione di questo svantaggio, sia importante proporre azioni mirate all’internazionalizzazione della rete produttiva. Infatti Israele, con le dimensioni contenute ma con la maturità sociale e la propensione al consumo di buona parte della popolazione, può essere un mercato ancora inesplorato, ma foriero di soddisfazioni.
Saldo commerciale: mld/e -0,67 Principali voci dell’export italiano: i principali settori del nostro export verso Israele sono rappresentati da macchinari ed apparecchiature elettriche (incremento del 21%), seguiti da prodotti chimici (incremento del 20,3%), da metalli di base (incremento del 20%) e da prodotti in plastica (incremento del 21,8%). Da segnalare la crescita nell'export italiano di prodotti minerali che, nonostante rappresentino una quota relativamente ridotta, sono aumentati del 310,7% nel 2007. Inoltre, va notato l'aumento dell'export italiano nel settore delle automobili e dei veicoli commerciali con un incremento del 46,4%. Principali voci dell’import italiano: le importazioni italiane da Israele si concentrano principalmente sui prodotti chimici e derivati (incremento del 18,4%), sui prodotti in plastica e gomma (incremento del 64,5%) e sui macchinari ed attrezzature elettriche (incremento del 17%).
Investimenti esteri (principali Paesi e settori) Verso il paese: la crescita degli investimenti diretti esteri in Israele è stata determinata da molteplici fattori tra i quali: le privatizzazioni, la crescente apertura all’esterno del mercato israeliano, il boom della new economy e del settore High-Tech, considerato il motore trainante dell’economia israeliana. L'acquisizione di “start-up" israeliane rappresenta per le grandi società internazionali dell’High-Tech una scelta conveniente, rispetto allo sviluppo di costosi programmi autonomi di Ricerca e Sviluppo in patria.
Italiani verso il paese: telecomunicazione, chimica. All’estero del paese: High-Tech, immobiliare. In Italia del paese: gli investimenti israeliani in Italia si sono concentrati principalmente nel settore farmaceutico, delle telecomunicazioni e in quello immobiliare. Nell’ultimo decennio, a causa di una continua recessione nel settore immobiliare del paese, molti imprenditori israeliani hanno compiuto investimenti in beni immobiliari sui mercati esteri. Ultimamente, gli imprenditori israeliani hanno scoperto le opportunità offerte dal mercato immobiliare italiano, soprattutto in Toscana, dove si sono registrati diversi investimenti nel settore turistico ed in progetti abitativi.
Fonte: Assocamerestero
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ISTITUTI DI CREDITO ITALIANI I gruppi italiani attualmente presenti in maniera indiretta sul territorio israeliano, sono Generali, che detiene tramite la compagnia locale d’assicurazioni Migdal l`8% della Bank Leumi e UniCredit Group, che tramite la consociata polacca a Tel-Aviv - Bank Pekao (Bank Polska Kasa Opieki), intende intensificare la sua presa sul mercato valutario in Israele.
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