
SCHEDA PAESE
Quadro macroeconomico
Il Marocco presenta una situazione economica positiva determinata da una crescita del PIL che passa dal 2,5% del 2007 al 6,1% previsto per il 2008, con conti pubblici in ordine, debito estero in diminuzione, inflazione sotto controllo e stabilità valutaria, grazie ad una politica monetaria in linea con le indicazioni degli Organismi Monetari Internazionali e malgrado i fattori sfavorevoli che hanno segnato il 2007 quali la siccità, l’impennata del prezzo del petrolio, delle materie prime e dei prodotti alimentari sul mercato internazionale.
Si è avuto un consolidamento delle attività non agricole e i settori che hanno generato più crescita sono stati i giacimenti minerari, l’energia, le costruzioni, l’industria, il turismo e le telecomunicazioni. I dati congiunturali testimoniano una ripresa economica con promettenti prospettive di crescita in vari comparti e settori.
Tuttavia nel 2008 si prevede un aumento dell’inflazione che passerà al 2,3% rispetto al 2% del 2007.
Per quanto riguarda gli scambi esteri, il vigore della domanda interna si è tradotto in importazioni dinamiche (+21,4%) imputabili a una domanda sostenuta delle imprese di attrezzature (+20,8%) e semi-lavorati (+19,5%) e una tendenza apprezzabile delle esportazioni con un risollevamento del 12% grazie alla vendita di prodotti fosfati (+21,9%) e di fili e cavi (21,9%). Il saldo del conto corrente della bilancia dei pagamenti è in eccedenza per il settimo anno consecutivo, grazie ai trasferimenti degli emigrati all’estero (+17,2%).
Netto aumento anche nel 2007 dell’attrattività del Marocco che ha visto una progressione degli investimenti diretti esteri in aumento del 18,8%. In miglioramento il profilo della finanza pubblica (14,8%) grazie alla buona tenuta degli introiti fiscali (+19%) favorita da maggiori incassi di imposte societarie, TVA (+25,8%), TIC (+13,8) e dei diritti di dogana (+9,3%) in rapporto all’aumento delle importazioni tassabili. La valuta nazionale ha subito una svalutazione del 2,2% in rappor to all’euro e un apprezzamento dell’8,8% rispetto al dollaro.
Il Marocco conferma il suo attaccamento al sistema commerciale multilaterale, rafforzando il proprio processo di liberalizzazione attraverso: riduzione delle restrizioni tariffarie, semplificazione delle procedure per il commercio estero, eliminazione delle barriere non tariffarie, instaurazione di un ambiente propizio allo sviluppo degli affari e degli investimenti, allargamento e diversificazione delle relazioni commerciali ed economiche, contribuzione al consolidamento del sistema commerciale multilaterale. Nell’obiettivo di favorire la transizione dell’economia nazionale verso un sistema moderno e diversificato, il paese ha aperto i suoi orizzonti ben oltre i tradizionali mercati francese e spagnolo. Sono in atto grandi cambiamenti internazionali grazie all’applicazione delle disposizioni dell’accordo di libero scambio con gli Stati Uniti, la creazione dell’Area di Libero Scambio Euro-Mediterranea (entro il 2012) e la firma degli accordi con Tunisia, Giordania, Egitto, e Turchia.
Caratteristiche Generali
Superficie 710.850 kmq Popolazione 29.891.708 Gruppi etnici arabi e berberi Comunità italiana 2.070 persone Capitale Rabat Città principali Casablanca, Marrakech, Rabat, Fès, Tangeri, Oujda, Agadir Moneta Dirham Marocco (MAD) Tasso di cambio 1 euro=11,47 MAD Lingua ufficiale arabo classico La maggioranza della popolazione è bilingue e parla francese. Religioni principali Musulmani (98,7%), Cattolici ed Ebrei (1,3%)
Ordinamento dello Stato Monarchia Costituzionale dal 1999. Il Primo Ministro, nominato dal Re Mohamed VI, è responsabile davanti alle due Camere (la Camera dei Rappresentanti e la Camera dei Consiglieri) Suddivisione amministrativa 16 regioni; 160 province; 1.547 comuni (249 urbani e 1.298 rurali).
Principali settori produttivi
Il PIL agricolo continua a fluttuare attorno ad un sentiero evolutivo quasi stazionario (è stato, infatti, dell’ordine dello 0,3% alla crescita economica in media annuale durante il periodo 1998-2003 e non sarà che dello 0,1% tra il 2004 e il 2008), mentre quello delle attività non agricole ha assunto un ritmo ascendente dal 2000, passando da 3,5 punti a 4,6 punti in media annuale.
L’attività economica nazionale beneficerà di un insieme di fattori favorevoli, come la campagna agricola 2008, che si annuncia promettente grazie alle soddisfacenti condizioni climatiche (previsioni di crescita del settore primario del 12,5% rispetto al calo del 19,4% stimato nel 2007). In aumento le esportazioni di pomodori (30%), frutta fresca (36,8%) e legumi (9,2).
Allo stesso tempo le attività non agricole continueranno il dinamismo osservato negli ultimi anni, e il valore aggiunto non agricolo crescerà, secondo le previsioni per il 2008, ad un ritmo sostenuto del 5,2% rispetto al 5% del 2007. Nonostante la diminuzione nel terzo trimestre 2007, anche il settore della pesca registra complessivamente un +2% grazie al rafforzamento dell’offerta di pesci pelagi, sardine soprattutto. Le previsioni 2008 per il settore secondario sono del +5,8% e mentre, per i servizi, del +4,8%.
Le costruzioni proseguono la loro fase di forte crescita (+9,8%) determinata dai grandi progetti di costruzione di abitazioni e lavori pubblici (l’industria del cemento è cresciuta del 12,6%). Anche i crediti bancari concessi nel settore immobiliare sono aumentati del 22,2% rispetto al 2006. L’indice della produzione delle industrie manufatturiere è cresciuto del 4% durante il 2007: questa evoluzione ricopre una progressione del 41,8% dell’industria automobilistica, del 14,5% dei prodotti dell’editoria e della stampa, del 13,2% di macchine e apparecchi elettrici e del 10,4% di macchine d’ufficio e materiale informatico. Le attività produttive del settore minerario sembrano in una fase di rallentamento congiunturale sebbene registrino un +4,8%; i fosfati sono il prodotto principale e la sua produzione è aumentata del 2,2% rispetto al 2006.
Proseguono il loro dinamismo le industrie metalliche, metallurgiche ed elettroniche con un aumento del 13% del loro valore aggiunto. L’attività turistica si conferma in ascesa con un aumento del 12,8%.
Commercio estero
Totale export: mld/e 10,055 La domanda estera ha subito gli effetti del rallentamento dell’attività mondiale: il suo ritmo di evoluzione registra una decelerazione nel quarto trimestre del 2007 (0,3% contro il 2,7% del terzo). Nonostante l’abbassamento registrato dovuto al calo della domanda mondiale indirizzata al Marocco, le esportazioni sembrano inscriversi in una fase congiunturale ascendente, le vendite estere segnano un +8%, risultato di un aumento del volume esportato e di un aumento dei prezzi all’esportazione.
Totale import: mld/e 21,402 Persite il dinamismo delle importazioni che hanno registrato una progressione del 21,4% favorite da una maggioredomanda interna tanto delle imprese (principalmente le industrie di trasformazione) quanto dei consumi.
Principali prodotti importati: prodotti semi-lavorati (23,71%), macchinari e attrezzature (22,07%), prodotti energetici e lubrificanti (19,50), prodotti finiti di consumo (18,91%), prodotti alimentari – bibite e tabacchi (10,10%), prodotti grezzi (6,15%), oro ad uso industriale (0,09%).
Principali prodotti esportati: prodotti finiti di consumo (30,12%), prodotti semilavorati (27,60%), prodotti alimentari – bibite e tabacchi (18,04%), attrezzature (11,64%), prodotti grezzi (10,19%), energia e lubrificanti (2,32%), oro ad uso industriale (0,09).
Principali partner commerciali Paesi Clienti: Francia (32%), Spagna (18%), UK (6%), Italia (4%), India e Paesi Bassi (3,8%). Paesi Fornitori: Francia (18%), Spagna (11%), Arabia Saudita (8%), Italia (7%), Cina Germania Usa (5%).
Interscambio con l’Italia Saldo commerciale: mld/e -0,381 Principali voci dell’export italiano: macchinari industriali (mln/e 74), tessuti (mln/e 73), prodotti petroliferi raffinati (mln/e 36), attrezzature industriali (mln/e 34), prodotii chimici di base (mln/e 30). Principali voci dell’import italiano: abbigliamento (mln/e 65), prodotti ittici (mln/e 59), fili e cavi Isolati (mln/e 33), prodotti chimici di base (mln/e 26), va rilevata la contrazione dei nostri acquisti di prodotti agricoli, ma va constatata la ripresa del comparto calzaturiero (mln/e 11).
Investimenti esteri (principali Paesi) Paesi di provenienza: la Francia è il primo paese investitore, seguito da Spagna, Regno Unito, Germania, U.S.A., Svizzera, E.A.U. L’Italia si colloca all’ottavo posto. Paesi di destinazione: Tunisia ed Africa. Verso il resto del mondo si realizzano pochi investimenti a titolo privato, aiutati da alcuni fondi nazionali.
Investimenti esteri (principali settori) Il regime degli investimenti esteri è regolato dalla Carta degli Investimenti Esteri del 1995: gli investitori stranieri godono dei medesimi diritti di quelli locali; gli investimenti sono ammessi in tutti i settori, con l’eccezione di alcune attività riservate allo Stato (ad esempio estrazione di fosfati) e la proprietà di terreni agricoli. Grazie anche alla legislazione favorevole si è assistito ad un incremento degli investimenti diretti esteri. I principali settori sono l’immobiliare, l’industria e le assicurazioni; in aumento, negli ultimi anni, anche quelli diretti nei settori del turismo e delle telecomunicazioni. Verso il paese: turismo, immobiliare, commercio, industria, banche. Italiani verso il paese: materiali da costruzione, appalti lavori pubblici, materiali di microelettronica, in ascesa investimenti nel tessile e nei servizi. All’estero del paese: turismo, artigianato, settore minerario, servizi.
Fonte: Assocamerestero
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